Dopo 9 anni di attese, rinvii e annunci mai mantenuti, il Cinema Massimo Freccia apre finalmente le sue porte. È giusto festeggiare: Ladispoli ha bisogno di spazi culturali, cinema, teatro e luoghi di aggregazione.

Ma questa storia non può essere raccontata come una favola a lieto fine senza ricordare i 9 anni di ritardi e le modifiche alla concessione della struttura pubblica. L’apertura è un risultato, ma arriva dopo un percorso lungo e travagliato che i cittadini non devono dimenticare.

Festeggiamo oggi il “Massimo Freccia” con il timore che lo stesso schema possa ripetersi anche per altri interventi pubblici, come lo skate park previsto nel Parco di via Firenze, destinato a sostituire quello di San Nicola, rimosso nell’ambito di un’operazione urbanistica controversa che ha consentito la costruzione di nuove villette a ridosso della via Aurelia.

Per rendere possibile questo intervento edilizio, il Comune ha autorizzato il costruttore a ricollocare lo skate park in un’altra area della città. Tuttavia, mentre le nuove abitazioni risultano già completate, dello skate park non vi è ancora traccia.

Dalla documentazione emerge che i lavori avevano una durata prevista di 120 giorni, prorogati di ulteriori 45 su richiesta della società affidataria. Il nuovo termine di conclusione è fissato ai primi di aprile. Ad oggi, però, l’intervento non risulta avviato: nell’area c’è solo una platea in cemento.

È legittimo chiedersi quando i cittadini potranno finalmente usufruire dell’opera promessa. Nonostante l’apertura del cinema sia stata celebrata come un risultato, la città merita rigore e rispetto dei tempi per gli interventi pubblici. La qualità dell’azione amministrativa non si misura solo dai tagli dei nastri, ma dalla capacità di portare a termine gli impegni presi.

Ladispoli merita spazi pubblici completi e funzionanti, non annunci e cantieri fermi.