Il piano integrato presentato dalla soc. Pieffe Immobiliare S.r.l., relativo all’area di via Latina angolo via Benevento e al comprensorio di Piazzale Nazario Sauro – Giardino Pietro Conte, torna in Consiglio comunale dopo essere stato bloccato dalla Regione, che ha imposto modifiche sostanziali al progetto.
Il piano prevede una variante al PRG vigente con il cambio di destinazione urbanistica di un lotto tra via Latina e via Benevento. Su quest’area è prevista la realizzazione di due edifici residenziali, per una volumetria complessiva di 10.320 metri cubi. A fronte di questa trasformazione urbanistica, è prevista la cessione gratuita al Comune di aree situate in un altro comparto urbano, quello di Piazzale Nazario Sauro – Giardino Pietro Conte da destinare a parcheggio e a viabilità pubblica già realizzata e utilizzata Proprio su questi elementi si concentrano le principali criticità.
La Regione, nel parere che ha portato alla bocciatura del piano nella sua versione precedente, ha infatti chiesto al Comune di chiarire e dimostrare il reale interesse pubblico dell’intervento. Trattandosi di una variante urbanistica, tale interesse deve essere concreto e non può coincidere con i soldi del contributo straordinario derivante dal maggior valore delle aree. In sostanza: non basta costruire e pagare oneri, serve un beneficio reale per la città.
Inoltre, la Regione ha chiesto di attestare l’effettivo vantaggio derivante dalla cessione delle aree nel comprensorio di Nazario Sauro – Giardino Pietro Conte, evidenziando come queste risultino già oggi attrezzate e utilizzate come spazi pubblici, tra cui parco e viabilità. Da qui nasce un dubbio fondamentale: che cosa sta realmente acquisendo il Comune, se quelle aree sono già di fatto pubbliche? E ancora: si tratta davvero di nuove cessioni? Oppure di aree già oggetto di obblighi precedenti? Sono già state computate come standard urbanistici?
La stessa Regione invita a verificare che non si tratti di aree già dovute o già considerate in precedenti strumenti urbanistici, evitando il rischio di duplicazioni.
In Consiglio comunale, appare quindi indispensabile fare piena chiarezza su alcuni punti fondamentali: quale sia il reale interesse pubblico dell’intervento; quale sia il vantaggio concreto per il Comune; se le aree in cessione siano effettivamente nuove o già dovute e se siano state svolte tutte le necessarie verifiche sugli atti pregressi.
Il rischio, altrimenti, è quello di approvare un piano urbanistico in variante senza un adeguato interesse pubblico e di mettere a standard due volte le stesse aree, con possibili conseguenze sul piano amministrativo e urbanistico.
Su un intervento così rilevante per il territorio, prima del voto servono risposte chiare, puntuali e documentate.


